Persone deleterie, come mettere i paletti
Purtroppo a volte ci ritroviamo a dover avere dei rapporti con delle persone deleterie che attuano nei nostri confronti dei modi di fare che non solo ci infastidiscono ma che prolungati nel tempo tendono a recarci un vero e proprio malessere.
Tagliare i rapporti senza rifletterci non è la strada utile perché qualcosa di non elaborato continuerà a viaggiare nel nostro profondo portandoci sempre a rivivere situazioni di malessere.

I comportamenti scorretti dell'altro sono sempre veicolati dal voler instaurare nell'altro un senso di colpa; ad esempio quelle domande a cui vi vengono date come risposte dei "grazie " che in realtà non dicono niente ma che se andiamo a chiedere ma grazie di cosa ? " sei sempre il solito egoista hai preferito ... a me "
Le persone che tendono ad instaurare nell'altro un senso di colpa per essere visti, frequentati, amati, molto probabilmente a loro volta non hanno avuto un esempio d'amore maturo; in cui amare è amare anche e sopratutto la libertà dell'altro e sentirsi amati nella libera scelta che questo compie ogni volta che decide di stare con noi.
Un altro modo subdolo di ricattare l'altro è offrirgli il proprio aiuto, rendersi disponibile e poi toglierlo quando lo si vuole tenere in scacco come se la relazione fosse una partita da vincere; in cui l' altro ricattatore sembra dire "vedi senza di me non puoi farcela" . Nonostante l'altro ci ricatti sapendo che abbiamo bisogno di lui ci farà anche sentore in colpa dicendo " mi cerchi solo perché ti servo " .
Purtroppo non abbiamo il potere di cambiare gli altri ma le nostre reazioni a questi si; non è necessario instaurare rapporti di conflitto o cercare di elaborare il problema con queste persone ma è necessario stabilire in primi dentro se stessi un confine chiaro e dirsi che quello che l'altro vuole suscitare in noi facendoci sentire cattivi solo perché abbiamo dei bisogni diversi dai suoi è un suo grosso problema esistenziale che riverserà non solo nei nostri confronti ma di tutti quelli che hanno a che fare con lui. Dobbiamo dirci con fermezza che la nostra vita ci appartiene e che i nostri desideri sono legittimi. Dovremmo anche cercare di capire perché ci siamo o continuiamo ancora a farci vessare da quale modello familiare veniamo?
Se i nostri genitori sono stati particolarmente coercitivi nell'espressione dei nostri sentimenti ad esempio non potevamo mai esprimere la rabbia come fosse un emozione tra le più pericolose è molto probabile che abbiamo imparato ad ingoiarla a mandarla giù motivo per cui a volte si ha anche la sensazione quasi non riuscire più a respirare.
L'espressione della rabbia è fondamentale ciascuno deve costruire un modo socialmente accettabile per esprimere il proprio dissenso.
Dopo aver elaborato possiamo iniziare a definire quali comportamenti ci infastidiscono come evitarli e sopratutto avere chiaro che il nostro evitamento non è un taglio non elaborato ma una decisione maturata che sono due cose ben diverse !
Una delle cose più difficile con cui l'altro tenderà a manipolarci è farci delle domande che all'apparenza sembrano banali se fatte da un altro ma non quelle del manipolatore che ha un fine preciso: non prendersi alcuna responsabilità nella relazione e accusare l'altro.
Se la domanda ci sembra abbia questo sentore dovremmo non rispondere; quando l'altro dirà perché non rispondi ti ho fatto una domanda ... potrete dire " è una domanda inappropriata a cui non voglio rispondere "

Dott.ssa Silvia Rotondi
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